Archive for January, 2009

0,39


2009
01.31

Stamattina ho voluto pagare altre due settimane d’albergo, così da addebitarle sull’estratto conto di gennaio. All’arrivo per 2 settimane, 600 dollari, il SMS di CartaSì mi informava dell’addebito di 262,38e. Oggi, per lo stesso importo, 239,80e. Gulp!  22,88e in meno! Già, il dollaro neozelandese continua scendere: da 0,43 a 0,39 contro euro.

Qui diventa tutto ancora piu’ economico! Con quel che ho guadagnato il Peach and Orange French Toast e la mezza porzione di Egg Benedict praticamente erano gratis…. ;-)

Scusi….?


2009
01.31

Sarà quella faccia da persona comune, come dice una mia amica (forse pensava insignificante, ma tant’è), sta di fatto che non passa giorno che non venga fermato da persone che mi chiedono di tutto: dalle strade, agli autobus e persino dov’è il più vicino bancomat. A dir il vero mi capita sempre quando sono all’estero.

A colazione mi hanno chiesto se era tedesco o austriaco (la fanno facile, essendo gli europei che più frequentano la NZ). Poi cercano di peggiorare la situazione dicendo ‘dall’Italia?’ ‘Ma parla così bene l’inglese!’ Pura adulazione da commercianti.

Bridle Path


2009
01.31

Oggi bel tempo. Splendida occasione per salire ai 448m del Mt Cavendish o meglio al Memorial to Pioneer Women (di poco piu’ sotto).

Il Bridle Path è il sentiero storico che è stato percorso dai pionieri (qui gli immigrati inglesi vengono alternativamente chiamati piu’ aulicamente pioneer o settler, qui arrivarono nel dicembre del 1850) dal porto di Lyttelton (porto riparato e di facile attracco) a Christchurch. Lungo il ripido ma largo sentiero, una serie di panchine e steli ricordano questa epopea.  Per fortuna oggi c’è il tunnel sotto il Mt Cavendish (il piu’ lungo della NZ). Un tunnel ferroviario fu aperto nel 1867.

Dopo un’ora eccomi al Memorial. Da qui incantevoli scorci sul Lyttelton Harbour  da una parte e la piana del Canterbury dall’altra. Anzichè ridiscendere via Bridle Path verso Lyttelton decido di percorrere il Crater Rim Walkway, un sentiero stretto che percorre il bordo del cratere del vulcano estinto , sino al Sign of the Kiwi. Anche qui panorami incantevoli e strapiombi mozzafiato.

Talmente mozzafiato che dopo alcuni kilometri decido di portarmi sulla strada panoramica che si snoda poco sotto il walkway, d’altro canta percorsa principalmente da ciclisti e intrepidi mountain biker. Peccato che una fastidiosa recinzione con filo spinato impedisce di tornare sulla strada. Ma l’intervento provvidenziale di 2 gentili cicliste mi consente di individuare un piccolo cedimento della recinzione e  di venire letteralmente estratto ed aiutato a scendere il ripido pendio. Davvero squisite. Si è fermato anche un ciclista che ha inultimente coordinato le operazioni di salvataggio ;-) .

Dalla Summit Road via verso il Sign of The Kiwi (una dozzina di km). E grazie all’ormai conosciuto sentiero Harry Ell, dopo solo 5 ore e 30 minuti (il contapassi è andato in panne, forse durante il salvataggio…) di cui una abbondante in sola salita, ecco il famigliare Victoria Park e subito dopo l’autobus n. 10 al Sign of Takahe.

Una passeggiata davvero entusiasmante…

Waimakariri River


2009
01.30

Nella lunga passeggiata di qualche giorno fa (cfr post del 21) il tempo a disposizione mi aveva fatto rinunciare all’obiettivo di raggiungere la foce del fiume Waimakariri, ad una quindicina di km a nord di Christchurch. 

Mi ero fermato poco piu’ in là dello Spencer Park.

Fatta qualche indagine scopro che un autobus di linea, il 480 con solo 5 corse al giorno, va dalla periferia nord verso Kainga passando a Spencerville proprio vicino al parco del mio punto di ritorno.

Ed ecco che oggi ho preso a mo’ di taxi il 480 (eravamo in 3 compreso l’autista), e scendo all’ingresso del parco. Da lì dopo solo 1177 passi arrivo sulla costa. Mi dirigo verso nord, arrivo al passo 3653 al punto di abbandono segnalato da un curioso albero (è il punto dove avevo scritto Franco sulla sabbia…) e proseguo, tra spiaggia auto e cavalli. Come previsto dopo un’oretta dal parco eccomi alla foce del fiume Waimakariri, popolato da pescatori in relax da fine settimana. Torno verso il parco passando su un sentiero interno (molto ben segnalato) lungo la Brooklands Lagoon (a destra) e la spiaggia, occultata da dune e dalla foresta, a sinistra. Per avere un’idea della zona, vi rimando alla foto aerea scattata durante il volo ad Auckland o la mappa di Google. Chiudo l’anello uscendo dal sentiero attraverso un invitante sbocco verso la riva.

Al passo 16796 eccomi di fronte al surf club dello Spencer.  Al 25864 sono al Waimari Beach Surf. E al 29250, fresco e formattato, dopo 5 ore di cammino, ammiro l’ormai famigliare New Brighton Pier.

Un po’ stanco forse: ma contento di aver raggiunto l’obiettivo, ai più inutile ed insignificante: ma sono quelli che si sentono propri che contano, no?

Domani come premio merito proprio un bel pancake, Iowa style, di Drexels!

Fidarsi…


2009
01.29

In un Paese che ha privatizzato tutto, l’attenzione al profitto è alta. Se è normale vedere l’autista incassare il biglietto e contabilizzare diligentemente tutti coloro che salgono (anche quelli che hanno la tessera gratuita, qui gli anziani viaggiano gratis fuori dalle ore di punta), si fa notare la pesa e la prezzatura di frutta e verdure nei supermercati. Avviene direttamente alla cassa a cura del cassiere stesso. Il cassiere, come l’autista, si sente investito dell’onere di proteggere i profitti aziendali.

Lyttelton


2009
01.28

Ieri tempo perturbato. Piu’ che altro vento, e sprazzi di pioggerellina.

Oggi nuvoloso ma piacevole: sono andato a Lyttelon, piccola cittadina portuale prospiciente la Bank Peninsula, adagiata sul fondo di un vulcano. Ha una Time Ball station che dal 1876 al 1934 segnalava alle navi in porto l’ora esatta di Greenwich: alle  12,57 la palla posta sulla torretta veniva innalzata lungo un’asta e alle 13 in punto  fatta cadere alla base della torretta stessa. Salendo verso la Time Ball, un grazioso gatto mi ha detto di salutare il suo amico Matteo.

Prima dell’escursione copiosa colazione da Drexels, breakfast restaurant, aperto solo dalle 7 alle 14, che serve meravigliose Egg Benedict, deliziose pancake e indescrivibili french toast (ovvero pane bagnato in uova/latte e leggermente fritto servito con panna). C’è sempre la coda: ma mi fanno accomodare ‘alla barra’ e dunque passo subito. Oggi a fianco avevo una simpatica signora americana che vive in Nuova Zelanda con cui ho discusso su temi fondamentali da Obama in giù (o sù?).

Auckland A/R


2009
01.26

Rientro da Auckland dopo breve permanenza. Ho (ri)fatto le mie escursioni preferite (dell’anno scorso) e sono andato via senza troppi rimpianti. E senza troppe foto.

18381


2009
01.22

E’ il numero dato dal contapassi installato sul Nokia (e astutamente consigliatomi da Mk): ha contabilizzato i miei passi di oggi dal Sign of The Takahe al Sign of  The Kiwi. Per la cronaca avrei consumato 916 calorie, al lordo delle 180 recuperate con una Coca Cola. Una piacevole passeggiata  con cambio di paesaggio, rispetto a ieri, da marino a collinare. Infatti si è snodata  sul Port Hills, partendo dal Victoria Park e salendo percorrendo un sentiero ben tenuto, frequentato per jogging e MTB (Mountain biking). Non più di 7-8 km, in 3 ore: ma su un sentiero di ‘montagna’ con ampie zone d’ombra.

Bel panorama da un lato sulle piana del Canterbury e Chchch e dall’altro il porto di Lyttelton. Da Chchch sono possibili molti sentieri: qui riescono davvero a valorizzare quello che hanno, la natura. Depliant con mappe, descrizioni, consigli:  invogliano davvero.  Molta attenzione anche ai sentieri adatti alle famiglie con bimbi, area di riposo e aree giochi, con precise indicazioni. Non ci si sente davvero abbandonati.

Kit salvapiedi


2009
01.22

La lunga passeggiata di ieri sul bagnasciuga ha avuto i suoi effetti collaterali. Mentre viso e braccia sono state ben protette dal New Zealand Cancer Society Roll-on Sunscreen a fattore 30 (una marca che se non altro impressiona un po’, no?) , i piedi, con quell’entrare e uscire dall’acqua no.

Risultato: sono rossi e quello destro brucia anche nel lato esterno. La Health Basics Soothing Aloe Vera Gel (la stessa consigliatami l’anno scorso) è davvero rinfrescante (soprattutto se la si mette in frigo…). Ma ho deciso di ricorrere a rimedi piu’ estremi con un kit salvapiede composto da bicarbonato (qui chiamato Washing Soda) ed una bacinella/secchiello monopiede (di misure adatte da poter eventualmente stare in valigia a proteggere beni delicati). Il kit  mi è costato un po’ di ricerche nel mall e 5,70 NZD (meno di 2,5e). Qui, essendo di derivazione inglese non hanno i bidet.

Il kit ha fatto comunque il suo dovere. Al momento.

Northshore


2009
01.21

5 ore di bagnasciuga (la sabbia era da ustione…) per 15 km di rilassante passeggiata. Si cammina con pilota automatico, il livello di attenzione vigile è minimo, confinato a schivare qualche conchiglia (ed i cavalli…) e i pensieri, cullati al ritmo delle onde, spaziano, vanno in alto, lì rimangono attoniti ed in estasi, per poi  tornare alle banalità della vita quotidiana.

Si, 5 ore di cammino così, fanno davvero bene.

[Ho scritto Franco sulla spiaggia, e il mare poco a poco se l'è portato via...]

( Beh forse qui c’era qualche effetto collaterale da colpo di sole…)