Archive for February, 2009

Chchch


2009
02.13

Sto per lasciare l’albergo di Chchch, dopo 5 settimane.

Il check-out è per le 10, mentre la partenza alle 17 locali con EK419(Sydney) poi Ek 413 (Dubai) ed infine Ek093. Arrivo previsto a Malpensa alle ore 12 circa di domenica 15.

Ancora grazie a tutti coloro che hanno seguito queste note: per tutti quelli che mi hanno inviato msg, qui o su flickr ho con me un piccolo ricordo della NZ. Ma è’ gia’ tempo di pensare al NZ 2010.

Rientro a Chchch


2009
02.11

Rientrato a Christchurch via Auckland. All’andata avevo approfittato dello stop per un giro panoramico da Devonport, con spettacolari vedute del porto di Auckland, incontrando insoliti amici di Matteo.

Ma ormai e’ tempo di pensare agli ultimi acquisti prima del ritorno.

(Nota di servizio: causa tastiera in tilt, non avevo potuto inserire collegamenti alle foto nei post, ora ho aggiornato i messaggi da Invercargill in su, con qualche piccolo aggiustamento).

Lift


2009
02.09

Tra le tante particolarita’ dell’inglese neozelandese spiccano alcune curiose differenze di pronuncia: left si dice lift, ok ha un suono simile a un esagerato e cavernoso ogggghei.

Cape Reinga


2009
02.09

Dall’estremo meridionale dell’Isola del Sud (Invercargill/Bluff e l’isola Stewart) all’estremo settentrionale dell’Isola del Nord, Cape Reinga. Un posto reso ancor piu’ misterioso da una fitta nebbia. E’ un posto davvero sperduto: magico per i Maori. Il ritorno verso la base Kerikeri avviene percorrendo la Ninety Miles Beach (che pero’ e’ di 60 miglia): il bus corre sulla sabbia per oltre un’ora! Tra i momenti di relax anche il sand surfing (o dune riding): giu’ a capofitto da dune gigantesche su una tavoletta (non in piedi!).

Dunedin/2


2009
02.09

Lascio Dunedin sabato pomeriggio (ora NZ): due giorni e mezzo intensi in una viva cittadina affollata di turisti per la concomitanza del Watangi Day (festa Nazionale). Bella la stazione ferroviaria (qui la vantano come l’edificio piu’ fotografato in NZ) da dove partono solo piu’ treni turistici. Qui le ferrovie le hanno chiuse da un pezzo: le hanno riconvertite in piste ciclabili o appunto come la Taieri Gorge in puramente turistica. Si snoda lungo la gola di un torrente, tra un dirupo e l’altro. A Dunedin tutto ruota intorno all’Octagon, la piazza principale a forma di ottagono con (quasi) al centro la statua di Robert Burns, scrittore scozzese (mai vissuto qui, vi e’ arrivato un nipote e date le origini scozzesi della citta’ , e di Burns famoso a quel tempo, ne e’ diventato il simbolo: su Burns nella letteratura scozzese si veda l’articolo di wikipedia).

Impressionante il numero di opuscoli sulle passeggiate possibili (fantasia sui titoli incluso): non oso pensare quanti ne dovremmo pubblicare per Torino!

Ma e’ gia’ tempo di partire. Il Nord attende.

Dunedin


2009
02.05

Sono arrivato a Dunedin (si pronuncia dane’din, l’accento cade sulla e che quasi non si sente): un viaggio di crica 3 ore e mezza da Invercargill con il bus. L‘autista durante il viaggio non ha fatto altro che salutare con un cenno autisti di bus, tir e quant’altri a lui conosciuti, inclusi avventori di bar e donne con passeggino. Ad un certo punto si e’ fermato a comprare albicocche sul ciglio di  una strada, per poi passare ad offrirle ad ognuno degli undici passeggeri!

Fa caldo, anche se c’e’ come al solito vento.

Subito da Cadbury con un tour nella fabbrica: qui si producono tonnellate di cioccolato. Ho visto la macchina che confenziona 10.000 MORO all’ora. MORO e’ la barra di cioccolato piu’ venduta in NZ. La guida ha tenuto a precisare che se ne vendono 1 ogni 2 secondi. Ho gia’ prenotato le escursioni di domani.

Stewart Island


2009
02.04

L’isola Stewart e’ davvero straordinariamente selvaggia. Pochissime strade, pochi veicoli.  Si gira solo attraverso sentieri o via mare. E’ contornata da molti isolotti, vere oasi naturalistiche incontaminate. Si incontrano strani cartelli, barche nel bosco e pecore.

Domani mattina (mercoledi’ sera in Italia)  lascio Invercargill per Dunedin, via autobus. Dunedin ha origini scozzesi (il nome significa Edimburgo in scozzese, appunto) e domina la Otago Peninsula. Tra le cose che mi interessano la fabbrica di cioccolato Cadbury, produttore delle mie barre di cioccolato al latte preferite. Mi ricordano l’infanzia ed i pacchi che regolarmente a Natale ed a Pasqua arrivavano dalla mia zia scozzese: dentro vi erano sempre delle confezioni di Cadbury. Che delizia!

Invercargill


2009
02.03

Sono ad Invercargill, all’estremo meridionale dell’Isola del Sud. Partito da Chchch alle 9 di mattino sono arrivato alle 10,20 con un volo Air NZ su un ATR72.

All’aeroporto di Chchch l’imbarco per i voli interni all’Isola del Sud avvengono senza alcuna formalita’. Fatto il check-in con il self-service si procede al gate (senza controlli Xray) e ci si imbarca appoggiando il codice a barre (bidimensionale) della carta di imbarco su uno scanner apposito. Et voila’, sull’aereo.

All’arrivo si sente subito che pur essendo al Sud (!) qui l’Antartico e’ vicino: un vento gelido niente male mi costringe a comprare un ottimo paio di calzini di lana merino, a poco: salutari.

La sistemazione, sempre con la catena Livingspace, e’ ottima, considerando il prezzo della camera (79NZD, 32e).

Si capisce subito che Invercargill e’ una cittadina avamposto, quasi un campo base:  da qui infatti partono le spedizioni per l’Antartico.

Tutti gli edifici sono a uno o due piani fuori terra (3 soli edifici hanno 6 piani), e come in altre citta’ neozelandesi le strade sono squadrate e lineari.

Icona della citta’ e’ Henry un tuatara (della famiglia dell’iguana credo) di oltre 100 anni presente nel rettilario del Museo d’Arte.

Ho fotografato tutto il fotografabile: chiese e logge massoniche inclese. Di piu’, non c’e’. Il suo fascino d’altronde e’ tutto qui: nella sua estrema semplicita’. E nelle favolose pancake con bacon e marmellata.

Domani mi attende la Stewart Island (Rakiura in lingua Maori), la terza isola della Nuova Zelanda per grandezza. E’ tutta un Parco Naturale. Ci si arriva via mare attraversando lo stretto di Foveaux.

Nota di servizio


2009
02.02

Oggi e’ nuvoloso e l’indice UV e’  sempre al massimo (e oltre…).

Ne ho approfittato per visitare la Cattedrale Anglicana, al centro dell’omonima piazza (nonche’ centro simbolico di Chchch). Peccato che alcuni moderni grattacieli oscurino la vista verso le colline di Port Hills. La salita alla torre e’ davvero ripida…. ed quando si e’ arrivati fa piacere leggere le congratulazioni per avercela fatta.

Da domani (lunedi’ sera per Torino) sono in movimento verso il Sud. L’aggiornamento delle foto e del blog potrebbe subire qualche ritardo rispetto al solito.